Che città è Mestre? Qual è la sua struttura economica e sociale? Chi sono i suoi residenti? Quale ruolo svolge Mestre all’interno della “Metropoli del Passante”? In altre parole: che città abitiamo?
La Fondazione Gianni Pellicani con il ciclo d'incontri Idee per Mestre è impegnata in un'attività che punta a stimolare il confronto sulla città contemporanea. L'ultimo appuntamento di questo primo ciclo Abitare Mestre: città e società in trasformazione si configura come un vero e proprio rapporto su Mestre.
L'iniziativa 21 marzo 2009: fotografa un giorno a Mestre è parte integrante di quest'iniziativa e si pone l'obiettivo di far emergere il volto che la città ha secondo i suoi abitanti in un giorno normale. Un esperimento per far parlare luoghi, volti, interni, prospettive, atmosfere e scorci di Mestre. Per questo la Fondazione ha chiesto di scattare alcune foto nel primo giorno di primavera a tutti i mestrini. Sono arrivati oltre trecento scatti qui di seguito consultabili. L'ordine di visualizzazione è strettamente cronologico: sfogliandole è quindi possibile ripercorrere la vita della città nell'arco dell'intera giornata.
La stragrande maggioranza degli scatti ha ritratto luoghi che propongono un’idea di vita autonoma anche per edifici, strade, piazze. È risaputo che il Novecento ci ha consegnato una città cresciuta in maniera caotica, senza una particolare attenzione alle forme e alla qualità dell'insieme urbano, priva di una forma urbis precisa. Questi scatti ci restituiscono tutto ciò. Gli abitanti di Mestre non percepiscono un comune filo rosso che li lega reciprocamente? La città si offre come rifugio strutturale, come “semplice” scenografia?
Forse. Ma la maggioranza delle foto ritrae Piazza Ferretto e le zone immediatamente limitrofe (via Palazzo, Centro Culturale Candiani, ecc.). Mentre i grandi centri commerciali sorti alle porte della città compaiono raramente. Una testimonianza di come gli interventi effettuati negli ultimi anni stanno incominciando a delineare alcune gerarchie. Inoltre una certa attenzione è data al verde che sempre più contraddistingue, in maniera del tutto inaspettata solo una ventina di anni or sono, Mestre.
Interpretate in questo senso le foto che ci sono arrivate sembrano essere la conferma della necessità di ripensare la città a misura d’uomo, di conformare l’urbanistica e i servizi alle necessità del cittadino, di favorire la socializzazione e l’incontro anche al di fuori dell’orario dell’aperitivo in Piazza, di riposizionare l’ambiente e la qualità della vita al centro delle politiche e dei progetti di sviluppo.
Ma il ritratto che ne esce è comunque composito, una molteplicità di angolazioni e visuali che coprono diversi aspetti del vivere quotidiano a Mestre.
Al di là delle molte chiavi interpretative che la grande mole di fotografia scattate può indurre - al riguardo la Fondazione esprime un sincero ringraziamento a tutti quelli che hanno partecipato - questi scatti testimoniano come i mestrini siano interessati e partecipi al destino della loro città.
L'organizzazione della galleria è stata curata da Tobia Brunello.