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Presentazione del libro "Tremonti: istruzioni per il disuso"
Istituto di Cultura Laurentianum, (Piazza Ferretto 121)
MARTEDI 23 FEBBRAIO ORE 18.00
Presentazione del libro
"Tremonti. Istruzioni per il disuso" del collettivo noiseFromAmerika
Ne discutono
l'autore Michele Boldrin,
Washington University in St. Louis
Giuseppe Bortolussi,
segretario CGIA di Mestre
modera
Alessandra Carini
giornalista
Cinque economisti italiani che insegnano nelle università Usa hanno raccolto in un volume le obiezioni al ministro Giulio Tremonti e ai suoi ultimi due saggi
(La paura e la speranza e Rischi fatali).
Cinque "cervelli" in fuga, emigrati 27 anni fa negli Stati Uniti. Oggi i "ragazzi del 1983" sono docenti in prestigiose università americane.
Michele Boldrin, mestrino, insegnante alla Washington University in St Louis, è l'animatore del "collettivo" di economisti, raccolto attorno al blog noisefromamerika.org, che ha scritto il libro. Con Boldrin sono autori del volume: Albero Bisin (New York University), Sandro Brusco (State University of New York at Stony Brook), Andrea Moro (Vanderbilt University) e Giulio Zanella (University of Wisconsin-Madison).
Noisefromamerika.org è il blog che racconta come il gruppo di economisti italiani che vive negli States vede l'Italia. Il sito è uno spazio libero e di confronto "serio ma non troppo" (come gli stessi autori lo definiscono). Che spesso assume un piglio satirico, mantenuto anche nel phamplet. Basta leggere l'incipit dell'introduzione: "Tremonti ha francamente scocciato. Non tanto per quello che fa in qualità di ministro dell'Economia, visto che fa veramente poco, ma soprattutto per quello che dice".
Ma quest è solo l'inizio. Nel testo il ministro dell' Economia diventa Voltremont, cugino politico di Voldemort, il signore del male della saga del maghetto Harry Potter...



Mi sono procurato il piacere di partecipare alla serata. Mi ha colpito la serie di domande rivolte dal pubblico a Michele ed al Sig. Bortolssi. Ha significato che tante persone hanno voglia di sapere, fame di notizie vere e non "arronzate". Dal che traggo untlteriori dubbi sull'efficacia e sulla qualità dell'informazione.Ottima comunque la sede e bene per l'organizzazione. E' stata un'occasione per conoscere la Fondazione Pellicani che, pur vivendo a Pordenone, non conscevo.